Start Up e PMI innovative: nuove agevolazioni

Non accenna a diminuire l’attenzione nei confronti delle start up innovative nel nostro Paese: il Legislatore ha infatti introdotto di recente una ulteriore misura di favore verso questo particolare tipo di imprese che potremo definire come società il cui oggetto sociale è costituito, in via esclusiva o prevalente, dallo sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti e servizi innovativi ad alto valore tecnologico.
Impegno e attenzione certamente importanti anche se riteniamo che molto resta da fare poiché risulta, secondo i dati di ASTER, che siano 7.356 le Start Up innovative ad oggi iscritte al Registro delle Imprese. Un numero forse non molto elevato, che certamente si giustifica anche alla luce dei requisiti richiesti dalla legge per rientrare in questo particolare tipo di impresa ma che può e deve costituire una buona base per il consolidamento del fenomeno nel nostro Paese.
Per le Start Up innovative, dunque, la recente legge di conversione del Decreto Legge n. 50/2017 ha predisposto l’incremento di un anno della durata delle agevolazioni che così passa da quattro a cinque anni; altre misure previste sono:
– esclusione dall’obbligo per compensazioni sino a 50.000 euro;
– incentivi fiscali riconosciuti sotto forma di credito di imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione, nella misura del 90% degli investimenti pubblicitari effettuati da imprese e lavoratori autonomi in Start Up innovative.

Per quanto riguarda poi le PMI innovative, ricordiamo le principali caratteristiche di queste ultime:
Sono PMI innovative le Piccole e Medie Imprese che, ai sensi della raccomandazione 361/2003 della Commissione europea, con meno di 250 dipendenti e il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro o il cui totale di bilancio non supera i 43 milioni di euro, e che, inoltre, rispettano i seguenti requisiti:
a) sono costituite come società di capitali, anche in forma cooperativa;
b) hanno sede principale in Italia, o in altro Paese membro dell’Unione Europea o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio Economico Europeo, purché abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia;
c) dispongono della certificazione dell’ultimo bilancio e dell’eventuale bilancio consolidato redatto da un revisore contabile o da una società di revisione iscritti nel registro dei revisori contabili;
d) le loro azioni non sono quotate in un mercato regolamentato;
e) non sono iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle startup innovative e agli incubatori certificati;
f) infine, il contenuto innovativo dell’impresa è identificato con il possesso di almeno due dei tre seguenti criteri: 1. volume di spesa in ricerca, sviluppo e innovazione in misura almeno pari al 3% della maggiore entità fra costo e valore totale della produzione; 2. impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in una quota almeno pari a 1/5 della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero, ovvero, in una quota almeno pari a 1/3 della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale; 3. titolarità, anche quali depositarie o licenziatarie, di almeno una privativa industriale, relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale ovvero titolarità dei diritti relativi a un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tale privativa sia direttamente afferente all’oggetto sociale e all’attività di impresa.
Anche le PMI Innovative hanno diritto ad alcune, importanti agevolazioni, eccole di seguito riepilogate, anche sulla scorta di quanto previsto dallo stesso Ministero per lo Sviluppo Economico.
In primo luogo, ricordiamo come, a differenza di quanto previsto per le startup innovative, il legislatore non abbia fissato una scadenza per l’applicazione del regime agevolativo a favore delle PMI innovative: ciò significa che, purché mantengano i requisiti di legge, esse possono fruire dei vari benefici senza limiti di tempo.
Ecco le agevolazioni più importanti:
1. Esonero dall’imposta di bollo: le PMI innovative sono esentate dal pagamento dell’imposta di bollo dovuta per l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese e per gli atti connessi al Registro.
2. Deroghe alla disciplina societaria ordinaria: alle PMI innovative costituite in forma di s.r.l., è consentito di: creare categorie di quote dotate di particolari diritti (ad esempio, si possono prevedere categorie di quote che non attribuiscono diritti di voto o che ne attribuiscono in misura non proporzionale alla partecipazione); effettuare operazioni sulle proprie quote emettere strumenti finanziari partecipativi; offrire al pubblico di quote di capitale. Molte di queste misure comportano un radicale cambiamento nella struttura finanziaria della s.r.l., avvicinandola a quella della s.p.a.
3. Proroga del termine per la copertura delle perdite: in caso di riduzione del capitale di oltre un terzo, il termine entro il quale la perdita deve risultare diminuita a meno di un terzo viene posticipato al secondo esercizio successivo (invece del primo esercizio successivo). In caso di riduzione del capitale per perdite al di sotto del minimo legale, l’assemblea, in alternativa all’immediata riduzione del capitale e al contemporaneo aumento dello stesso ad una cifra non inferiore al minimo legale, può deliberare il rinvio della decisione alla chiusura dell’esercizio successivo.
4. . Remunerazione attraverso strumenti di partecipazione al capitale: la PMI innovativa può remunerare i propri collaboratori con strumenti di partecipazione al capitale sociale (come le stock option), e i fornitori di servizi esterni attraverso schemi di work for equity. A questi strumenti fa capo un regime fiscale e contributivo di estremo favore, cioè non rientrano nel reddito imponibile ma sono soggetti soltanto alla tassazione sul capital gain.
5. Possibilità di raccogliere capitali con campagne di equity crowdfunding su portali online autorizzati.

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