Secondo la Cassazione è obbligatorio il contraddittorio preventivo anche per l’iscrizione ipotecaria

Con sentenza numero 4587 del 2017, depositata il 22 febbraio, la Corte di Cassazione afferma un importante principio, stabilendo che è necessario effettuare un contraddittorio preventivo anche per l’iscrizione ipotecaria,  prescindendo dall’esistenza di una norma che sancisca tale diritto.

La vicenda traeva origine dall’impugnazione di un avviso di iscrizione di ipoteca e delle relative cartelle di pagamento, delle quali il contribuente lamentava l’illegittimità per vari motivi. Il giudice di primo grado accoglieva il ricorso ritenendo mancasse la prova della notifica delle cartelle. in appello la decisione veniva riformata e il contribuente proponeva così ricorso in Cassazione, lamentando, tra le diverse censure, la violazione dell’articolo 50 del D.P.R. n. 602/73, ritenuto dalla Commissione Tributaria regionale, organo d’appello nel processo tributario, inapplicabile.
La norma citata si inserisce in un articolato percorso di interpretazione giurisprudenziale, che qui di seguito cerchiamo di riassumere:  l’art. 50 citato, infatti, obbliga il concessionario che procede ad espropriazione forzata, oltre un anno dalla notifica della cartella di pagamento, ad inviare un’intimazione ad adempiere entro cinque giorni. Tuttavia, secondo i principi affermati dalle Sezioni unite (sentenza n. 19667/2014) l’iscrizione ipotecaria (articolo 77 DPR 602/73) non costituisce un atto dell’espropriazione forzata, ma una misura cautelare. Con le modifiche normative contenute nel Decreto Legge n. 70/2011 è stato introdotto, in ossequio al principio del contraddittorio, l’obbligo di notificare al proprietario dell’immobile una comunicazione preventiva contenente l’avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro 30 giorni, l’agente procederà ad iscrizione ipotecaria. Il termine di 30 giorni, quindi, è stato introdotto per consentire al contribuente di presentare eventuali osservazioni.

Lo stesso vale anche in Analoghi principi sono stati affermati dalle Sezioni unite (sentenza n. 15354/2015) in tema di fermo amministrativo di beni mobili registrati. dalle Sezioni unite (sentenza n. 15354/2015)

Tornando al caso in discussione,  i giudici di legittimità hanno dato ragione al contribuente, censurando l’omessa attivazione del contraddittorio.
Il giudice di merito doveva così verificare i fatti ed applicare la relativa normativa. La Suprema corte ha ritenuto applicabile il diritto al contraddittorio già enunciato dalle Sezioni unite nella sentenza n. 19667/2014, nonostante l’assenza di una specifica disposizione che prevedesse tale adempimento in capo all’amministrazione.
La decisione è interessante in quanto ribadisce la centralità del diritto al contraddittorio preventivo anche ove non sia previsto espressamente da una specifica norma, e lo è tanto più se si ricorda che sempre in seno alla Corte di Cassazione vi è però anche un altro orientamento  che invece esclude un diritto al contraddittorio generalizzato.

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