Project financing: IVA al 10% solo sul corrispettivo dell’opera

L’aliquota Iva ridotta del 10% spetta solo sulle somme erogate per partecipare alla copertura del costo delle opere rientranti nel cosiddetto project financing.

Questo è il principio che emerge dalle dichiarazioni rilasciate mercoledì 1° ottobre 2014 dal viceministro all’Economia e alle Finanze Luigi Casero in commissione Finanze alla Camera durante una sessione di “Interrogazioni a risposta immediata”. Oggetto dell’intervento del viceministro Casero era il trattamento da riservare ai fini Iva alle somme corrisposte per opere che siano finanziate ai sensi dell’articolo 153, comma 19, Dlgs n. 163/2006, e cioè per le proposte di opere presentate dagli “operatori economici” alle amministrazioni aggiudicatrici relative alla realizzazione in concessione di lavori pubblici o di lavori di pubblica utilità, incluse le strutture dedicate alla nautica da diporto, non presenti nella programmazione triennale di cui all’articolo 128 del D. Lgs. n. 163 cit. ovvero negli strumenti di programmazione approvati dall’amministrazione aggiudicatrice sulla base della normativa vigente. Si tratta, in sostanza, di opere costruite attraverso il cosiddetto “project financing”.

In estrema sintesi, il meccanismo del project financing prevede la concessione di parte di una pubblica amministrazione ad una singola impresa ovvero ad una aggregazione imprenditoriale la possibilità di costruire e gestire una certa infrastruttura per un dato periodo di tempo, allo scopo di assicurare attraverso la gestione della infrastruttura stessa la remunerazione dell’impresa e, d’altro lato, garantire la realizzazione dell’opera.
Nella risposta, pur sottolineandosi che non è possibile fornire indicazioni circostanziate in mancanza di riferimenti specifici al caso concreto, si precisa ulteriormente che, per beneficiare della misura agevolata dell’imposta, l’opera deve rientrare in uno dei casi previsti dal numero 127 -quinquies della Tabella A, parte III, allegata al decreto n. 633/1972 (opere di urbanizzazione primaria e secondaria, linee di trasporto metropolitane, impianti di produzione e reti di distribuzione di calore-energia, eccetera). Stabilito che l’opera da realizzare rientra tra quelle agevolate dalla disposizione, il momento in cui viene versato il corrispettivo dalla stazione appaltante al concessionario per la realizzazione dell’opera risulta del tutto irrilevante per la misura dell’imposta. Allo specifico fine, pertanto, non conta che l’erogazione delle somme intervenga nella fase di costruzione o anche successivamente, per esempio, dopo il collaudo dell’opera. A conferma di quanto sopra si ricorda la risoluzione n. 395/E del 2002, ove si precisa che il prezzo è pagabile “anche” in un’epoca antecedente l’ultimazione dell’opera.
In base a quanto detto fino ad ora, si comprende come le somme erogate dall’appaltante al concessionario in project financing che non risultano essere corrispettivo della realizzazione dell’opera restano invece fuori dall’ambito applicativo della riduzione di aliquota in esame, poiché versate ad altro titolo. Potrebbe trattarsi, per esempio, proprio dei canoni versati per la gestione dell’infrastruttura costruita con il progetto finanziato. Tali importi, sempre se riconducibili al corrispettivo di un’operazione rilevante agli effetti impositivi (normalmente una prestazione di servizi), scontano il relativo regime Iva con la pertinente aliquota d’imposta.

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