Nuova procedura di ruling per il patent box

La procedura di ruling svolgerà un ruolo molto importante nella attuazione del regime di patent box, il cui relativo decreto è già stato firmato dai ministri competenti ed in attesa di essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Ma cosa è il ruling ? In linea di massima si intende con “ruling” una procedura concordata tra un privato e l’Agenzia Fiscale di un determinato Paese nella quale questi due soggetti chiariscono quale sarà il trattamento fiscale che sarà applicato ad una determinata operazione economica. Ebbene, le micro, piccole e medie imprese, come definite dalla Raccomandazione della Commissione delle Comunità europee 2003/361/CE, accederanno alla procedura di ruling per la determinazione del contributo economico derivante dal bene immateriale attraverso modalità semplificate da stabilire con Provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate.

In due casi, uno obbligatorio e l’altro facoltativo, la determinazione del reddito agevolabile è legata alla preventiva attivazione con l’Agenzia di una procedura di ruling di standard internazionale finalizzata alla quantificazione del reddito che si può acquisire grazie allo sfruttamento del bene immateriale di riferimento.
Il primo è quello in cui il bene immateriale sia utilizzato direttamente dall’impresa che lo ha realizzato ai fini della determinazione del contributo economico di detto bene alla formazione del reddito d’impresa; il secondo, è quello in cui i redditi derivanti dallo sfruttamento economico dell’immateriale siano realizzati nell’ambito di operazioni con società appartenenti allo stesso gruppo.
Da più parti si è infatti richiesto di attivare ruling con procedure semplificate, anche al fine di abbreviare i tempi per la sottoscrizione dell’accordo, con il doppio vantaggio di ridurre gli oneri amministrativi per le imprese e la mole di lavoro per le stesse Entrate.
Il decreto, in caso di ruling obbligatorio, fa riferimento a modalità semplificate di accesso alla procedura e, quindi, tale semplificazione potrebbe riguardare la documentazione richiesta ma non i criteri di calcolo del reddito ritraibile dall’intangibile. Tale previsione è coerente con gli indirizzi dell’Ocse che, in linea generale, indicano chiaramente che il reddito da agevolare va calcolato secondo le regole ordinarie senza introduzione di regole speciali. Con specifico riferimento, poi, al reddito derivante dal bene immateriale incorporato nei prodotti è prescritto l’utilizzo di un metodo coerente e uniforme di definizione quale potrebbe essere, ad esempio, quello basato sui principi del transfer pricing così come aggiornati per effetto dei lavori dell’Action item 8-10 del programma di azione Beps. La previsione di una procedura di ruling pone, quindi, la necessità che siano preventivamente definiti e, quindi, conoscibili, i criteri di determinazione del reddito ritraibile dall’intangibile garantendo, in tal modo, l’uniforme applicazione della disciplina in commento nei confronti di tutti i soggetti che vi aderiscono. Proprio in tal senso va letta la previsione del decreto secondo cui il contributo economico dell’intangibile è determinato sulla base degli standard internazionali rilevanti elaborati dall’Ocse, con particolare riferimento alle linee guida in materia di prezzi di trasferimento.
Le imprese che accedono alla procedura di ruling dovranno in ogni caso essere in grado di monitorare il nesso fra le spese di ricerca e sviluppo relative all’intangibile e il reddito ritraibile dal medesimo, fornendone dimostrazione all’amministrazione finanziaria. Dal punto di vista operativo ciò significa che andrà approntato un sistema di tracciatura, contabile o extracontabile, che riesca a dimostrare tali connessioni.
Anche le modalità e i termini di opzione per il regime agevolato per i periodi di imposta 2015 e 2016 sono demandate a un provvedimento dell’Agenzia e riguarderanno il periodo d’imposta per cui è effettuata e i quattro successivi. Per i periodi d’imposta successivi l’opzione è esercitata mediante specifica comunicazione nella dichiarazione dei redditi e decorre dal periodo d’imposta cui la dichiarazione si riferisce.
Non tutti i dubbi sono stati però risolti dalla normativa disponibile: ed infatti nulla è previsto con riguardo alle condizioni che devono sussistere al momento dell’esercizio dell’opzione; non è chiaro se l’opzione possa essere esercitata solo laddove l’impresa abbia già conseguito i redditi, ritraibili dal bene immateriale, che possono fruire del beneficio o se sia sufficiente che il contribuente svolga l’attività di ricerca e sviluppo rilevante ai fini del regime preferenziale o se, ancora, si tratti di una opzione esercitabile anche in mancanza di tali presupposti.
Considerando l’assenza di una specifica previsione nel decreto di attuazione, e pur non trascurando il fatto che si tratterebbe di un “inconsueto” esercizio della facoltà di opzione, non è irragionevole affermare che l’opzione possa essere esercitata da tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa che prevedono di fruire del regime preferenziale.

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