L’Italia dice sì al brevetto europeo

Importante novità in tema di brevetti comunitari per tutte le imprese del nostro Paese: anche l’Italia ha deciso di aderire alla procedura che consentirà alle imprese italiane, con un unico deposito in lingua inglese, francese o tedesca, di far valere la validità del proprio brevetto industriale in tutta la Ue senza ulteriori costi, traduzioni e convalide per ogni singolo Paese. Si tratta, in altre parole, della procedura nota anche come “Brevetto UE” e alla quale il nostro Paese aveva deciso, in un primo momento, di non aderire a causa dell’esclusione della lingua italiana da quelle scelte per il deposito dei futuri brevetti comunitari.
Questa decisione dovrebbe quindi aprire la strada alla concreta possibilità, per gli inventori, di entrare in possesso di un brevetto valido in tutta Europa con un solo atto di deposito. Questa decisione dovrebbe così portare ad ottenere una protezione semplificata delle invenzioni su tutto il territorio europeo grazie a una procedura unica; si dovrebbe anche raggiungere una riduzione dei costi e una maggiore sicurezza giuridica grazie a un sistema unico e centralizzato per la composizione dei contenziosi presso una Corte unitaria del brevetto.
Dobbiamo però avvertire come il cambiamento nelle procedure di brevettazione in sede comunitaria non sarà immediato, essendo ancora necessari alcuni passaggi: in primo luogo, spetta al Parlamento italiano, ratificare l’accordo relativo al Brevetto unico europeo. Ricordiamo, inoltre, che l’accordo comunitario che ha istituito il Brevetto unico europeo entrerà in vigore soltanto quando sarà stato approvato da almeno 13 Paesi della Unione europea. Sinora lo hanno fatto solo Danimarca, Svezia, Francia, Austria e Belgio, ragion per cui appare plausibile ritenere che per diverso tempo le procedure rimarranno quelle attuali.

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