La Cassazione apre una porta ai danni punitivi

Viviamo in un’epoca in cui l’aggettivo “storico” viene utilizzato molto spesso, forse in alcune occasioni a sproposito. Nel caso della sentenza a Sezioni Unite della Corte di Cassazione qui in commento, la n. 16601/2017, però, possiamo spendere questo aggettivo con buone probabilità di non abusarne: con questa decisione, infatti, i giudici hanno per la prima volta introdotto nel nostro ordinamento il cosiddetto danno punitivo, “importandolo” direttamente dagli Stati Uniti.

Fino ad oggi un principio pressoché universalmente riconosciuto in Italia era che il risarcimento del danno era riconosciuto solo in relazione all’effettivo pregiudizio subito dal titolare del diritto leso. Per esemplificare, se il giudice accertava che il danno prodotto ad una determinata situazione giuridica dell’attore era complessivamente pari a 100, riconosceva un risarcimento pari a 100.

La sentenza in commento introduce per la prima volta i cosiddetti danni punitivi, una particolare categoria di danni nata nei paesi anglosassoni di common law. Il danno punitivo prevede il riconoscimento al danneggiato di una somma ulteriore rispetto a quella necessaria a compensare il danno subìto, qualora il danneggiante abbia agito con dolo o colpa grave.  Nell’esempio di prima: oltre a 100, il giudice può riconoscere, esemplificativamente, una somma pari a 20, 50 o altro, così da far assumere alla somma complessivamente liquidata non solo la funzione squisitamente risarcitoria ma anche di deterrenza e sanzionatoria.

Certo, il caso preso in esame dalle Sezioni Unite è molto particolare, trattandosi del riconoscimento in Italia di tre sentenze emesse negli Stati Uniti. E, oltre a ciò, la Corte pone dei paletti precisi: nell’ordinamento giuridico di provenienza, nel nostro caso quello per l’appunto americano, più nello specifico dello Stato della Florida, il danno punitivo deve essere previsto e regolato con determinate caratteristiche.

E’ però innegabile che una porta, importante, sia stata aperta, vedremo gli sviluppi futuri.

 

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