Il garante spiega la PRIVACY per gli operatori sanitari, inclusi i medici

Con provvedimento del 7 marzo 2019, il Garante della Privacy ha fornito alcuni importanti chiarimenti per aiutare gli operatori sanitari (ivi inclusi i medici) a trattare correttamente i loro dati alla luce della nuova disciplina europea sulla tutela dei diritti e delle libertà delle persone fisiche in materia di dati, disciplina contenuta nel Regolamento 2016/679, noto anche come GDPR.

Questi, in estremi sintesi, alcuni dei principi più importanti riportati dal Garante:

  • I medici potranno trattare i dati dei pazienti senza dover richiedere il loro consenso quando la finalità della raccolta dei dati è la cura del paziente, ma dovranno comunque fornire loro informazioni complete sull’uso dei dati; è invece confermata la necessità di ottenere il consenso,  o una differente base giuridica, quando tali trattamenti non sono strettamente necessari per le finalità di cura: tipico esempio sono i trattamenti promozionali, come quelli effettuati per la fidelizzazione della clientela (si pensi a quelli praticati da alcune farmacie o parafarmacie);
  • tutti gli operatori del settore dovranno tenere un registro dei trattamenti dei dati;
  • nel documento del Garante sono forniti chiarimenti anche in merito all’informativa agli interessati, che deve essere concisa, trasparente, intelligibile e facilmente accessibile, scritta con linguaggio semplice e chiaro. Rispetto al modello pre-GDPR, essa deve contenere maggiori informazioni a tutela dell’interessato quali, ad esempio, quelle relative ai tempi di conservazione dei dati, che – se non sono specificati dalla normativa di settore – dovranno comunque essere individuati dal titolare (ad esempio il medico specialista o l’ospedale);
  • vi è, infine, anche una sezione dedicata alla figura del Responsabile per la protezione dei dati (RPD, DPO nell’acronimo inglese); sono tenuti alla nomina del RPD tutti gli organismi pubblici, nonché gli operatori privati che effettuano trattamenti di dati sanitari su larga scala, quali le case di cura. Non sono invece tenuti alla sua nomina i liberi professionisti o altri soggetti, come le farmacie, che non effettuano trattamenti su larga scala

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