Debutta l’IRI per i «piccoli»

Obiettivo dell’introduzione nella Legge di Stabilità dell’IRI (Imposta sul reddito dell’imprenditore) è quello di abbassare la tassazione a carico delle imprese: ditte individuali e società di persone potranno optare per la tassazione separata degli utili.

Scatta dal 2017 la facoltà di tassazione separata al 24% degli utili prodotti da imprese individuali e società di persone in contabilità ordinaria. La Legge di Stabilità 2017 consente infatti ai soggetti Irpef l’opzione per la nuova imposta sul reddito d’impresa (Iri) che graverà, con aliquota pari a quella dell’Ires, sul reddito trattenuto in azienda. Gli utili distribuiti ai soci verranno tassati in via ordinaria nel modello Unico e la società potrà sottrarre il relativo importo dall’imponibile.

Diventa finalmente legge il regime opzionale di tassazione proporzionale degli utili delle imprese Irpef. Il nuovo articolo 55-bis del Tuir (Testo Unico Imposte sui Redditi), introdotto dal comma 547 della legge di bilancio 2017, stabilisce che le imprese individuali e le società di persone (Snc e Sas) in contabilità ordinaria (per obbligo o per scelta) possono optare per la tassazione separata del reddito, con aliquota pari a quella dell’Ires. Aliquota che, dal 2017, scende al 24%. Viene dunque sospesa, per la durata del regime, la tassazione per trasparenza prevista dall’articolo 5 del Tuir.

Unico problema che sembra apparire all’orizzonte è legato alle modalità di calcolo dell’Iri, che si preannunciano tutt’altro che semplificate. Il calcolo dell’imponibile da assoggettare alla nuova Iri del 24% si effettuerà, infatti, partendo dal risultato di conto economico ed apportando le variazioni previste dal Tuir per le imprese Irpef. Dal reddito così determinato si dedurranno le somme erogate ai soci mediante utili o riserve di utili formatisi in periodo Iri, nei limiti di un plafond che è pari agli imponibili Iri (calcolati in via progressiva) al netto delle perdite riportabili a nuovo. Le perdite (maturate in regime Iri) di esercizi precedenti si sottraggono dall’imponibile senza limiti temporali o di importo. Le somme prelevate e dedotte dalla società concorrono poi a formare il reddito dei soci ordinariamente.

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