CTR Liguria: gli #StudiDiSettore non si applicano alle #StartUp

La sentenza n. 167/1/16 della Commissione Tributaria Regionale della Liguria si segnala per due importanti elementi, vale a dire la materia che affronta e il principio che pone.
La materia, perché tale decisione interviene in un ambito, Start Up e studi di settore, in cui non risultano molti precedenti; il principio di cui si fa portatrice, perché si può dire, in estrema sintesi, che secondo i giudici liguri gli studi di settore non possono essere applicati alle Start Up, potendosi infatti solo applicare alle imprese che operano nei cosiddetti «settori maturi» e non anche a quelle attive nelle nuove tecnologie, che, in fase di avvio, fronteggiano maggiori difficoltà. Né, seconda conclusione, è possibile presumere una «condotta antieconomica» della Start Up se i costi sostenuti per ricerca e sviluppo vengono iscritti nell’attivo patrimoniale come immobilizzazioni immateriali.
Nel caso in questione si direbbe che l’Agenzia delle Entrate non ha adeguatamente considerato che l’attività della società riguardava proprio la realizzazione e commercializzazione di dispositivi per la comunicazione senza fili, cosiddetti wireless, che il 2007 rappresentava il secondo esercizio dalla data di costituzione e, infine, che le perdite anche degli esercizi precedenti erano sempre state coperte dalle altre società del gruppo.
Inoltre, la condotta «antieconomica» non si può presumere solo in base all’andamento dei ricavi, ai costi sostenuti e al reddito conseguito. Sembra di capire che i giudici non condividano nel caso di specie l’approccio dell’Agenzia, caratterizzato da una visione troppo “isolata”, senza adeguata considerazione del contesto complessivo. E, infatti, l’Agenzia non avrebbe dovuto solo considerare che la società avrebbe dovuto realizzare, in base allo studio di settore, almeno 1,1 milioni di euro di ricavi ma anche che, in base al bilancio, i costi non avrebbero dovuto più essere considerati di competenza dell’esercizio dato che erano stati iscritti, come «costi di ricerca e sviluppo», nell’attivo patrimoniale alla voce «immobilizzazioni immateriali».

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